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Indice articoli

Storia della Biblioteca
Nel XVII secolo vengono poste le basi su cui fiorirà la Biblioteca comunale di Lendinara.

Lodovico Cattaneo, nel 1617, fonda una società letteraria intitolata Accademia degli Aggirati. Dopo 11 anni l'accademia venne rinnovata grazie al poeta G. Malmignati e al maestro A. Faccioli mutando il nome in Accademia degli Incomposti.

Taddeo Cattaneo, dopo più di trent'anni, fu il vero rinnovatore dell'Accademia di Lendinara che la suddivise in tre sezioni quali i Composti (conteneva materie sacre, morali e scientifiche), gli Incomposti (per attività ludiche) e infine gli Animosi.

Verso la fine del 1600 il clima culturale a Lendinara fu rinvigorito grazie anche all'avvento della stampa e all'apertura di una tipografia che produceva libretti di carattere religioso e occasionale. L'arte della stampa a Lendinara fu rinnovata poi attorno al 1900.

Don Gaetano Baccari, concentrato in un'azione di carattere pedagogico culturale, oltre alla vocazione di prete e di educatore, coltivò la sua passione di bibliotecario e uomo di cultura. Egli tentò di rinnovare l'Accademia lendinarese che purtroppo non ebbe una direzione significativa. Questo lo spinse a raccogliere una consistente collezione libraria per la pubblica utilità. Il 23 agosto del 1787 la Rappresentanza comunale accolse il progetto di don Gaetano Baccari, per la fondazione di una libreria pubblica e gli donò annualmente venti ducati per poter acquistare nuovi testi (atto di fondazione della Biblioteca Civica di Lendinara). Fin dall'inizio è stato il Comune a pagare l'affitto dei locali in cui erano tenuti i libri da don Gaetano Baccari. I testi furono ospitati in diverse abitazioni finché don Gaetano Baccari non avesse trovato una collocazione definitiva. Quando egli nel 1839 decedette la biblioteca vantava più di 7.000 tomi (purtroppo manca l'inventario). Il mancato ottenimento di un'adeguata sede fu un aspetto negativo della libreria pubblica lendinarese fino a pochi decenni fa. Nel 1843 la biblioteca fu trasferita nel municipio dove i libri non furono accessibili per un periodo di tempo.

Alberto Mario in qualità di consigliere comunale si occupò della biblioteca. Nel 1875 la biblioteca fu aperta in alcuni locali e il dottor L. Ganassini ne fu il bibliotecario. I volumi aumentarono arrivando attorno ai 10.000. Alla morte del bibliotecario, e grazie anche alla mancanza di risorse economiche, la biblioteca rimase in stato di abbandono fino al 1896 quando la Società Operaia di Mutuo Soccorso mise a disposizione parte della loro sede. Dopo 50 anni la biblioteca comunale era sita in Via Garibaldi e ci rimase per più di trent'anni. Al trasporto dei libri ha provveduto Antonio Cappellini. Ci furono diversi traslochi in diverse sedi e il quinto di questi fu al Palazzo Perolari Malmignati, proprietà del Comune dal 1915. Giuseppe Marchiori organizzò meticolosamente tutti i volumi all'interno del Palazzo. Dopo qualche apertura al pubblico ci fu l'ultimo trasloco nel 1942 presso il Palazzo Boldrin, secondo il lascito testamentario del defunto Brunetto Boldrin. Si rivelò una mossa infelice perché grazie agli eventi della seconda guerra mondiale, si utilizzò il Palazzo come ricovero per malati e solo la soffitta era destinata a ospitare la biblioteca comunale. Cominciò così un altro periodo di abbandono, che si rivelò molto rischioso dato il via vai di gente che si presentava e il mancato controllo dei volumi. In questo periodo infatti si registra il maggior numero di perdite di opere dati da furti o smarrimenti.

Alla fine degli anni '40 ci fu la risistemazione e riattivazione della biblioteca che fu aperta al pubblico già nel 1954, gestita dalla Fondazione Boldrin da poco istituita. Dopo il periodo post-bellico ci fu un accrescimento del prezioso archivio contenente i libri lasciati da Brunetto Boldrin, della famiglia Perolari Malmignati e altri documenti e giornali a cura di Antonio Cappellini.

All'inizio degli anni '70 la biblioteca ebbe uno statuto per disciplinarne l'attività che fu sostituito poi da un nuovo statuto dieci anni dopo, tuttora vigente. Nel 1973 la biblioteca fu trasferita al piano nobile del Palazzo Boldrin acquisendo nuove sale e scaffalature. I fondi librari furono sistemati nel corso del 1981.

Il 13 dicembre 1982 vi è l'apertura ufficiale della biblioteca comunale intitolata al fondatore don Gaetano Baccari.

Alla fine del 1990 si contano oltre 24.000 volumi.

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(Fonte: Comune di Lendinara)

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