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Domenico Montagnana 3° parte - Italiano

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Domenico Montagnana 3rd part - English

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Tra i colleghi che più gli furono vicini, un liutaio poco noto, Giovanni Ongarato, che potrebbe aver svolto il suo apprendistato proprio nella bottega del Maestro, come pure Angelo Sopran, quasi coetaneo del Maestro, che potrebbe essere stato apprendista insieme con il Maestro presso Sellas, prima di insediarsi anche lui in calle degli Stagneri. Morto prematuramente quest’ultimo, nel 1734, il M. fu chiamato a redigere l’inventario della bottega del defunto nella quale si trovavano una grande quantità di violini «tedeschi» vecchi e nuovi, come pure chitarre, archetti e moltissime corde. Il rispettivo documento (citazione R. Vianello, Precisazioni biografiche su D. M., in D. M. «Lauter in Venetia», pp. 127 s.) suggerisce che a Venezia venissero importati violini da Oltralpe, magari non ancora terminati, per essere qui messi a punto e venduti dagli artefici locali, giacché – stando almeno alla quantità di musica prodotta – il mercato liutario veneziano nei primi decenni del Settecento doveva essere davvero imponente (basti ricordare per tutti l’attività musicale di A. Vivaldi).

Il Maestro ebbe relazioni professionali anche con molti musicisti, tra i quali Antonio Farinato e Antonio Asioli «Martinelli», entrambi violinisti e suoi clienti, il primo amico e confidente e il secondo intermediario per le commesse di strumenti a corde da parte di uno dei quattro ospedali veneziani nei quali si istruivano musicalmente le giovani fanciulle. Le notizie archivistiche relative al Maestro si fanno più frequenti negli anni compresi tra il 1740 e il 1749, e si riferiscono tra l’altro al pagamento della tassa di «milizia e di taglione».

Il Maestro morì a Venezia il 7 marzo 1750.

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(Fonte: Comune di Lendinara)

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